L’equilibrio spirituale del blu: intervista a Matteo Messori

Matteo Messori è un giovane e promettente artista emergente propostomi da un caro amico collezionista. Nel dicembre 2020 mi sono imbattuta nell’iniziativa BLUELINE e ho scelto due opere perché molto interessata e vicina ai princìpi e all’ideologia nella quale crede e persegue. Temi come l’accessibilità alle opere, l’empatia e l’attenzione all’ambiente sono a me molto cari e rappresentano anche un bel biglietto da visita per la carriera di un giovane artista. Una linea blu prende vita nelle Antiforma, entità che vogliono indagare i mutamenti dell’uomo in chiave empatica. Dall’esperienza come resident artist presso la Raccolta Lercaro e rappresentato dalla Galleria Ramo, ho ritrovato la sua opera nel volume The Colouring Book di milanoartguide, una collezione di disegni da colorare creati da numerosi artisti contemporanei chiamati ad alleggerire il peso del lockdown. Blueline e le sue Antiforme riconducono in qualche modo al lirismo di Kandinskij, generando armonia e spiritualità coadiuvate dalla calma e dall’equilibrio di un magnifico blu.

Collezione privata

Come hai vissuto l’esperienza della residenza presso la Raccolta Lercaro?
Questa esperienza è ancora in attivo e lo sarà ancora fino a fine aprile e a maggio consegneremo i nostri elaborati per la mostra finale. Devo comunque dire che sto vivendo una crescita artistica nuova all’interno degli spazi della Fondazione Giacomo Lercaro. Nuove realtà, opinioni, pareri e suggestioni che stanno dando vita a una matura ricerca attenta a ciò che succede nel contemporaneo. Poi gli ampi spazi mi permettono di lavorare a opere molto grandi che magari un giorno esporrò in un progetto personale alla quale tengo molto, vedremo.

Hai in programma nuove residenze in Italia e all’estero?
Al momento la vedo dura a realizzare una residenza all’estero per via della pandemia, in Italia invece assolutamente! Sto organizzando un ritorno in Puglia per un progetto di residenza auto istituito. Credo molto alla residenza, ma soprattutto credo alle esperienze, e non sempre serve per forza un’istituzione artistica in particolare per realizzare e attivare delle residenze. L’importante è vivere un’esperienza nuova! 

Come nasce il progetto Antiforma e Blueline durante il lockdown?
Il progetto Antiforma è in continuo mutamento, io stesso faccio fatica a starci dietro. Come muta l’uomo muta la forma stessa. La sua nascita è dovuta a un fatto personale che si è tramutato in catalizzante e di seguito attrattivo verso le esperienze che vivo su me stesso e traduco in seguito pittoricamente attraverso quella che è la mia cifra stilistica. Blueline è nato inizialmente per motivi economici poi è divenuta un’idea e di seguito una sfida. Il mio sogno è di poter sensibilizzare sempre più persone all’uso di materiali di scarto, riciclando ciò che è sempre disponibile a noi tutti i giorni. 

Perché hai scelto proprio il blu come colore predominante del progetto?
Come quando da bambino ti chiedono qual è il tuo colore preferito, io dico sempre “a me piace il blu”, per essere precisi il Blu di Prussia, perché permette di creare ombre tenui e luci assillanti allo stesso tempo. Nell’ambito artistico però paradossalmente tendo ad usare quasi per caso questa cromia, anche se in realtà posso usare altri colori quando voglio, senza freni. 

Come descriveresti il concetto di empatia nel tuo lavoro?
L’empatia credo sia la base del tutto, in fondo noi traduciamo le nostre creazioni o azioni tramite un’esperienza che anticipa il nostro intento. Ogni cosa che io creo vive grazie a un momento che ho catalizzato e come un muscolo vivo agisco di conseguenza per tradurre ciò che vedo e sento attraverso le mie mani. 

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Le esperienze continue, il mio scopo è quello di poter raggiungere un giorno uno stato perpetuo dove ogni cosa che vedo diventa a poco a poco un livido attrattivo per i miei occhi. 

Come vivi il tema del riciclo e del recupero dei materiali?
Io vivo il tema del riciclo come un’attitudine, cioè credo sia d’obbligo perpetuare un’osservazione attenta a ciò che succede nel mondo in tutti i suoi paradigmi. E quello dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità nell’arte è molto importante. Inoltre, attribuisco agli oggetti che utilizzo una forte responsabilità; prendere un materiale e usarlo a mio piacimento per tramutarlo e portarlo in un nuovo contesto mi permette di vedere oltre. L’uso di materiali come quelli riciclati mi dà questa possibilità.

Pensi che l’ecologia possa sposarsi bene con l’attività artistica?
Assolutamente! Credo che non ci sia causa al mondo che non può non sposarsi con le attività artistiche. In merito all’ecologia nell’arte vi sono una miriade di esempi che in precedenza hanno lottato per la difesa della natura. Uno tra tutti Joseph Beuys. 

Un futuro sostenibile nel mondo l’arte secondo te è possibile?
Non credo di essere in grado di poter rispondere a questa domanda. Ritengo che l’importante sia pensare al presente e capire come possiamo essere migliori oggi per far sì che domani e dopodomani vada un po’ meglio per tutti. 

Come e dove ti vedi tra dieci anni?
Per come sta andando il mondo a me preme poter riorganizzare cene come facevo un tempo e invitare i nuovi amici che mi sono fatto in quest’ultimo periodo. 

MP

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